Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta
PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
Norchia etrusca «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Norchia non è Norcia; non è neppure un paese, mentre codesta è quasi una città.
Norchia è un luogo, e un luogo sperduto: una forza improvvisa come una frana, a mezzo di un altopiano liscio, brucato dal vento come dalle pecore.
Questa è Norchia, ora, dopo essere stata una città etrusca, una città romana, una città dell'alto medioevo.
Un fiumastro serpeggia in fondo alla forra, con quelle acque inutilmente precipiti che hanno i corsi d'acqua alpestri.
Ma scorre in piano, e non si sa perché corra a quel modo: dovrebbe essere limpido, almeno: e invece ha uno sguardo offuscato e strabico, né trova m...
La Tuscia romana, quasi un’Atlantide «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Un paese che non ha neanche più nome: un pezzo di Lazio, un pezzo di Toscana; ma fu Etruria, fino a oltre le porte di Roma, e poi Tuscia Romana, di contro la Tuscia dei Longobardi.
Finché nella parte costiera divenne Maremma. Grandi strade consolari l’attraversavano, la Cassia, la Clodia, l'Aurelia.
Divenuta insicura, l’Aurelia, e per i corsari e per le e per la malaria, le due strade fondamentali rimasero la Clodia e la Cassia, di cui una, la Clodia, è quasi scomparsa, mentre la Cassia è stata ridotta, per così dire, allo stato laicale, dall'autostrada del sole.
Strad...
Un museo ad Ardea «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Dunque ad Ardea è sorto un museo - e tale è, seppure si celi sotto il nome più modesto di raccolta - unico nel suo genere, in Italia, né per una sola ragione, e basterebbe, ma pure non per una sola ragione la quale è che si tratta di un museo che raccoglie le opere di un artista vivente e operante, una specie di studio aperto al pubblico o, dunque qualcosa che non fa solo rimemorare ma spinge verso il futuro, è aperto nel futuro. In secondo luogo, questo museo, è un atto di affetto, che da vivi ben pochi hanno potuto fruire, in quanto che è st...
La notte a piazza Navona «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Piazza Navona, ieri sera ed ora lunedì, come un lago d'ombra, come quando, nei secoli passati, la facevano divenire un lago; ma ora non c'erano navi, c'era gente, e tanta, gente seduta, gente in piedi.
E conversavano.
Le luci erano modeste, la luna illuminava anche la parte alta.
La gente conversava.
Non un rumore più forte, l'acqua silenziosa del lago d'ombra sfiorava la suola delle scarpe, le luci sfioravano la testa, come quell'area leggera che veniva dal mare.
La gente conversava, sedeva, camminava; per un momento ebbi uno strizzo al cuore: non era forse la Pia...
Il Lazio «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Il Lazio è la regione più ignota d'Italia: si crede che il Lazio sia Roma e tutti conoscono Roma, ma il Lazio non è Roma, così ingrandito come s’è, usurpa una parte all'Abruzzo, una parte alla Campania e se non ha preso qualcosa la Toscana è forse perché da quel lato lì c'è la parte più povera, l'alta Maremma.
Ma il Lazio così ignoto, al di fuori di Roma è una regione bellissima e misteriosa, antica come l'universo e la razza umana.
Non c'è stato trovato, a Saccopastore, l'uomo di Neanderthal, e fossili insigni come l'elefans primigenius?
La sua ricchezza di leggenda, che an...
Sepino «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Fascinosa Sepino, piccola città romana annidata in una vigna, e fortunatamente c'è la città e c'è la vigna.
Ma quante altre cose.Sepino era stata costruita a metà di un tratturo.
Ora quasi non si sa più cosa fosse un tratturo, ma il tratturo è stato per secoli come l'arteria verde delle pecore per passare, nell'inverno o nell'estate, dal monte al piano.
Quelli di Puglia non esistono più, ma di questo molisano ne sussiste un pezzo e questo pezzo oculatamente è stato salvato, prima e dopo l'ingresso a Sepino.
Luoghi narranti narrati e citati: Sepino
Magia di un tempio nel prato «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Nel Molise, questo splendido paese che gli italiani non conoscono - i molisani sono appena trecentomila - c'è un luogo dal nome pittoresco, Pietrabbondante, in cui è stato silenziosamente scavato, restaurato, sistemato, un'antichità Italica rarissima, un tempio con annesso un teatro.
Siamo fra il II e il I secolo a.C., il tempio nasce con tre celle come era il tempio di Giove Capitolino a Roma; gli dei che abitavano le tre celle non si sa quali fossero, l'epoca del culto doveva essere l'estate, perché qui siamo a mille metri d'altezza, e il freddo in questo culmine fra i monti e alt...
Termoli «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Termoli, questo nome che pare germogli: sul litorale adriatico un promontorio che doveva sorgere dal pianoro molisano con uno scatto improvviso, e ora da lontano neppure ci se ne accorge, separato com'è dalla forte edilizia che lo sviluppo industriale gli ha creato intorno.
Certo, tutto non si può avere e bisogna pur vivere.
Ma il piccolo e aereo nucleo della città vecchia è ancora rimasto abbastanza la sua effige di borgo di pescatori, contenuto dagli altri bastioni su un mare tenue, limpido e di qua e di là a perdita d'occhio.
All'ingresso di questa che è una vera città murata...
La chiesa di S. Pietro ad Alba Fucense «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Non saranno molti a sapere dove si trovi un luogo dal nome così suggestivo come Alba Fucense; e si dice luogo, perché la città antica, a cui il nome corrispondeva, è scomparsa da un pezzo, e di quella medievale ben poche sono le rovine, seppure quanto mai romantiche, sull'alto cucuzzolo.
Ma questa peregrina località che, per gli scavi condotti nel sito della città romana, e soprattutto per restauro felicissimo della chiesa di San Pietro, diverrà perfino una meta turistica, non è neppure di difficile accesso; a pochi chilometri da Avezzano, in due ore si raggiunge da Roma.
Il luogo è di una grandi...
La fontana delle 99 cannelle a L’Aquila «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Che questa fontana abbia a novantanove cannelle, né una di più né una di meno; che questo numero rispecchi quello dei castelli dalla cui unione, sotto Federigo, sarebbe nata L'Aquila, nel cuore d'Italia; sono tutte notizie che vanno da contorno ad una realtà così diversa da quella delle altre fontane, da rendere, questa, un esemplare unico che sta fra la fontana, i giochi d'acqua, il teatro.
Ma la scena, in realtà, non è di dove si guarda; la scena è questo squadrato e irregolare trapezio datato nel 1272 e finito qualche secolo dopo, con i suoi getti sommessi, i suoi colori focati scambiati...
Il paliotto di Nicola da Guardiagrele a Teramo «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
È un curioso destino che i due maggiori artisti del Rinascimento abruzzese, il Delitio e Nicola di Guardiagrele compaiano come degli apporti, sradicati dalla loro terra, anche se, per Nicola di Guardiagrele si possegga una serie di opere sicure e datate che ci permettono di seguirlo quasi passo passo.
Ma non serve lo stesso, perché quando nel 1413 lo troviamo con l'Ostensorio di Francavilla, non è affatto facile collocarlo in una determinata corrente culturale: si può solo dire che ha una generica formazione gotica, ma solo per gli stilemi architettonici dello stesso ostensorio, e una sicura ma sporadica conoscenza dell’oreficeria tedesca.
Immagine di Spoleto «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Questo volume sull'immagine e storia urbana di Spoleto segue - a due anni di distanza - quello sulla rocca che illustrò compiutamente, durante il restauro uno dei monumenti più singolari del tardo Medioevo, opera di un architetto umbro che ha lasciato altre e importanti opere e non solo in Umbria: Matteo Gattaponi, come si chiamava per tradizione, o Gattacapponi come la ribattezzato un documento.
È difficile che di una fortezza, com'era rocca di Spoleto, cassero e castello-palazzo insieme, si conosca l'autore e unico autore come in questo caso: non ultima ragione dell'interesse che suscita, non solo per la bella Spoleto, ma p...
Quel Pinturicchio sembra appena dipinto «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
È quasi impossibile chiedere di più ad un restauro, di quanto è stato ottenuto per gli affreschi del Pinturicchio nella cappella Baglioni di Santa Maria Maggiore a Spello.
Lo stato in cui si trovavano era avvilente, perché una brodaglia marroncina era stata stesa sopra per uniformare, nel cospicuo magistero di uno sciagurato restauratore di molti decenni fa, i toni evidentemente troppo brillanti poi le infiltrazioni d'acqua, le muffe avevano fatto il resto.
A vederli in quello stato, nessuno poteva immaginare che sarebbero tornati chiari e squillanti come quelli, di poco posteriore, della Libreria Piccolomini a Siena.
Questi di Spello sono...
Miracolo di Assisi «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Raramente accade di provare un'emozione così intensa da una visita ad un monumento che si conosce a menadito e che è stato solamente restaurato.
Ma in quella «restauro» può annidarsi un abisso, spalancarsi una voragine.
Solo che si pensi all'infame del restauro (ma perché usare questa parola onesta?) di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila, vandalicamente storpiata, mutilata, avvilita.
Tutto il contrario di quanto avvenuto nella Basilica inferiore ad Assisi, perché di questa si tratta, e che, dopo anni di intralci messi in opera dalla Corte dei Conti, l'Istituto Centrale del Restauro, con la Sovrintendenza alle gallerie dell'Umbria, ha resti...
Perugia «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Se Diana era dagli antichi detta triforme, «trivia», come la chiama Dante, Perugia, che è Etrusca, Romana, Medievale, Rinascimentale e Barocca andrebbe messa sotto il segno del cinque, questa bellissima città, dei più vasti orizzonti, con l'aria quasi di montagna e asciutta come una giornata di sole.
E così la sentirono e la rappresentarono i suoi due più grandi pittori, il Perugino e Raffaello, che, va bene era di Urbino, ma che nei suoi dipinti giovanili respira aria di Perugia e l'azzurro montanino dei suoi cieli senza macchia ornati di filatteri quasi danzanti.
Come tutte le città più antiche, alle quali...
L’isola Maggiore del Trasimeno «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Un'isola che è come un pezzo di bosco che ha rotto gli armi gli ormeggi e si è staccato da riva.Verde, un verde gentilmente cenereo, con appena qualche cipresso e molti ulivi che accendono quel cinereo d'argento.
Sulle acque del lago che sanno di laguna e delle leggere crespe riflettono un cielo appena cilestrino con un sottofondo di seta, avana, quest'isola, che è preceduta da un'isola minore, più ricca di alberi nobili, con i pini e cipressi, è un approdo come sottovoce, una presenza appena dichiarata, di maggiore non ha che l'estensione rispetto alle altre due.
Luoghi narranti narrati e cit...
Una città d’arte che odora di tartufi «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Città di Castello, sulle rive del Tevere che nasce poco più in su, ma più pedemontana che rivierasca, fredda e limpida, che parla un italiano che sta, come pronuncia, fra le Marche e la Romagna e la Toscana; con una bella razza contadina, forte gentile, e produce tartufi, squisiti e bianchi come quelli di Alba, e castagne e miele scuro, di castagno, amarognolo e ricco di tutte le cose che fanno bene; e soprattutto tabacco che ha bisogno di questo clima caldo e leggermente umido d'estate, donde, nella piana del Tevere queste belle prese di foglie verdi tenere come l'insalata e c...
Alla sorgente del Tevere «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
«Ti porterò dove non sei mai stato - mi disse Burri - ed è un posto bellissimo».
Si era vicino a Città di Castello in cui la specie di Alpe, dove sembra di stare così lontani dal mondo, su un gioco da cui non si vedeva che dorsi selvosi e l'aria è come se avesse sedimentato altrove.
Arriva pulita e quasi filtrata: magari con un vento che fa la barba al prato e piega i castagni.
«Ti porterò in un posto dove non sei mai stato».
Ed io sapevo che non sarebbe stato né una città né un museo e neppur...
Visita a Burri «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Un monte con un vello fitto come una pecora e che ora leggermente cangia sul giallo, e poi altri monti dietro, al lato, davanti: anzi davanti uno dietro l'altro come dipinti su scenari trasparenti.
Ma non un largo, una valle, una fuga aerea: tutto sta denso ed erto davanti agli occhi, e molti sono molti modesti, infatti nel punto dove siamo, c'è come una stella, e la dietro ha cominciato la Toscana, e la sull'altro versante c'è Cortona e prima ancora Borgo San Sepolcro. Poi ci si gira, e come scoccassero dalle punte della rosa dei venti, Perugia, Città di...
Il palazzo dei Consoli di Gubbio «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Questo splendido palazzo dei Consoli di Gubbio per la mole della grandiosità non ha altri rivali che il palazzo Vecchio di Firenze e palazzo Comunale di Siena, e, cosa rarissima, per un palazzo gotico, si pregia anche del nome di almeno due architetti, Angelo da Orvieto che lo condusse fra il 1332 e il 1336 fino alle due bifore che il primo piano e Gattapone da Gubbio a cui sicuramente si deve l’aggiunta della parte sinistra che costituisce una seconda facciata verso la vallata; è probabile però che tutto il progetto del palazzo si debba ad Angelo da Orvieto, architetto di grande finez...
Assisi capitale dell'Umbria terra di spiritualità
L'Umbria è una terra spirituale.
Una terra di sante e di santi, di eremi, di chiese e di conventi.Paesaggi dolci di ulivi e foreste di lecci su pendii montani invitano al raccoglimento, sono scenari perfetti per vite d’ascesi e di preghiera.
Una terra, l'Umbria, da sempre legata ai valori della Pace, oggi nobilmente espressi nella grande Marcia che un'immensa moltitudine di genti, diverse per etnia, cultura, religione, effettua ogni anno da Perugia ad Assisi.
E proprio ad Assisi nacque la “Carta per i diritti della natura"; ad Assisi cominciò, nel 1983, il "Pellegrinaggio per la pace" promosso da Pax...
Tenera Umbria «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
È l'Umbria il cuore dell'Italia.
Ancora più territoriale delle marche di confine, come il Piemonte e la Lombardia, che hanno una via d'acqua, come un braccio secolare per giungere al mare.
E il Piemonte sta ad un passo dalla Liguria, Milano avrà i suoi porti fluviali, ma l'Umbria può contare solo su fiumiciattoli come il Tevere ai suoi primi passi, il Tupino, la Nera, il Velino, e un lago come una boccata d'aria, un velo d'acqua su un prato, il Trasimeno.
Con ciò il sangue dell'Umbria è verde, non rosso, verde per pianure tiepide, prode boscose, su cui si è spesa la...
Tre piccole isole Egadi per un arcipelago
Davanti alla costa trapanese, emerge l'arcipelago delle Egadi.
Sogno di tufo è Favignana, la maggiore, sede di antiche tonnare; selvaggia e sconosciuta è la minore, Levanzo, scrigno di pitture antiche; remota e lontana è Marettimo, che disegna il confine occidentale dell'arcipelago.
Come in un Eden sospeso sulle onde, ogni ora del giorno scocca la sua magia sulle Egadi, colorando l'arcipelago con pennellate lucenti, quasi fosse sempre la data della creazione.
Quando viene sera che la lontana Marettimo si porta via il sole, tra carezze di favonio e fruscii di risacca, la luce ribolle sull'orlo del mare e le isole scintillano nei...
Le Colline Trevigiane del Prosecco in tre itinerari
Viaggio sulle Colline Trevigiane, fra cantine bellezze medievali sparse tra Valdobbiadene, Conegliano e Vittorio Veneto, in un tutt'uno di vigneti e casolari, borghi e castelli.
Uscendo dalla gola di Fener, il Piave compie un'ampia ansa verso sinistra ramificandosi in mille rivoli, quasi ad impossessarsi dell'intera spianata.
A Nord del fiume si apre una moltitudine di colline, così tante che a vista d'occhio risulta impossibile contarle, un susseguirsi di emergenti rotondità, disegnate a ridosso della vasta piana ghiaiosa, ammantate di vigne e sovrastate dalla lunga catena delle Prealpi Venete.
Luoghi narranti narrati e citati: https://it.wikipedia.org...
Saluzzo il marchesato reso famoso dal Decamerone
Le lanterne appese alle dimore patrizie, i pesanti portoni riccamente decorati e le infinite scalette che inseguono le rampe dell'abitato su per la collina, tutto sembra appartenere a un'epoca lontana, ma non dimenticata.
Tutte le strade ci guidano, come in un viaggio della memoria, ai tempi del Marchese di Saluzzo: 14 Marchesi in quattrocento anni, quelli compresi tra il 1142 e il 1548, cruciali e favorire la crescita economica e culturale della città.
La fama di Saluzzo molto deve a Boccaccio, che nell'ultima novella del "Decamerone" immortalò la fiaba del Marchese Gualtieri e della sua sposa Griselda.
Luoghi narr...
La piazza di Ascoli Piceno «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Sicuramente Ascoli, non se ne dolga Urbino, è la più bella città delle Marche, una delle più belle d'Italia. Urbino è splendida, ma è un palazzo, non una città.
Ascoli non ha un palazzo, ma ha cento palazzi di un livello, di una qualità, di una signorilità indubitabile; però non ha un palazzo come quello di Urbino.
A ognuno il suo, e ad Ascoli la sua stupenda Piazza del Popolo.
Luoghi narranti narrati e citati: Ascoli Piceno - Urbino - Piazza del Popolo (Ascoli Piceno) - San Francesco (Ascoli Piceno) - Palazzo del Popolo (dei Capitani del Popolo - Asc...
Il Laurana di Urbino «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Luciano Laurana è stato un grandissimo architetto che resta quasi un enigma per la sua formazione, apparendo e scomparendo come una meteora.
Essendo dalmata di origine è logico supporgli una prima educazione veneziana, dove cioè il Rinascimento preludia fortemente insinuato di Gotico; ma a parte che i più tipici edifici rinascimentali di Venezia sono posteriori o coevi dell'attività del Laurana ad Urbino, in questa sua attività nulla resta di Gotico, neanche uno stilema, e tutto richiama invece il Brunelleschi.
Ma sia stato il Laurana a Firenze, e si debba riconoscere in lui lo Schiavone, dalmata cioè, di cui parla il Vasari f...
Triangolo magico «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Prima che Chianciano prendesse l’abbrivio attuale, la regione depressa fra Siena, Orvieto, Perugia sembrava destinata a stagnare ai margini delle grandi carovaniere del turismo.
Indubbiamente gli eletti si configuravano elettissimi: quelli che si spingevano a Pienza, a Montepulciano, a Monte Oliveto Maggiore, ad Asciano.
O quelli, generalmente di altre estrazioni, ossia archeologica, che si arrestavano a Chiusi, e visitando le tombe ed il museo, incocciavano poi nei coralli travolgenti di Liberale da Verona e di Gerolamo da Cremona: stupore, incredulità, meraviglia.
Luoghi narranti narrati e citati: Chianciano - Pienza - Montepulciano - Monte Oliv...
Belvedere «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Ora si dette che lo scopo del breve viaggio non fosse stata una gita in campagna, ma una chiesetta, un antico romitaggio, decorata di affreschi che da quarant’anni si restaurano, e speriamo che questa sia la volta buona.
Ma il paesaggio balzò in primo piano e la fece da padrone.
Così, prima di arrivare alla chiesetta di Belvedere, i giochi erano fatti.
La strada, a mezza costa, con un filare di querce verso valle, sotto scende abbastanza veloce, ma coltivata, con l'assidua modestia delle viti e degli ulivi.
Si fronteggia Città della Pieve.
Ma la bel...
La montagna di bronzo «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Per questa gente il nome di Talamone susciterà tutt'al più un ricordo dantesco, quando Dante, per ironizzare sulla mania di grandezza dei senesi, profetizza - e fu facile profeta - il fallimento del tentativo con cui Siena provava a sostituirsi alla potenza marinara di Pisa, ormai in declino, facendosi un porto a Talamone.
Il porto, a dir vero, c'era già come c'è ora, un porto tondo come quelli nati da un cratere e sprofondato, ed un colore meraviglioso, ancorché Talamone non si trovi molto a sud.
Luoghi narranti narrati e citati: Amiata (monte) - Vesuvio - Epom...
Talamone «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Per questa gente il nome di Talamone susciterà tutt'al più un ricordo dantesco, quando Dante, per ironizzare sulla mania di grandezza dei senesi, profetizza - e fu facile profeta - il fallimento del tentativo con cui Siena provava a sostituirsi alla potenza marinara di Pisa, ormai in declino, facendosi un porto a Talamone.
Il porto, a dir vero, c'era già come c'è ora, un porto tondo come quelli nati da un cratere e sprofondato, ed un colore meraviglioso, ancorché Talamone non si trovi molto a sud.
Luoghi narranti narrati e citati: Talamone
Viaggi, saggi...
Ultimo lembo di Maremma «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Un fiume largo immobile come un canale olandese, e l'Olanda occhieggia anche dalla piana livellata, dagli argini rialzati: ma ci sono monti azzurrognoli all'orizzonte e un cielo di un celeste tenero e terso, già simile al Meridione.
Siamo in Maremma, non in Olanda.
L'acqua dell'Ombrone, così devastatrice quando è in piena, ora non è neppure melmosa, e riflette la luce in modo estatico, laminare, anche solenne.
Perché solenne è questo ultimo lembo di Maremma, dove si arriva per una strada di sassi e il mare non si vede finché non si è sulla battima, e un vento fresco di maestrale flagella gentilmen...
Piombino «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
PIOMBINO è stata elevata a Principato alla fine del Cinquecento.
Così, per molti secoli, e attraverso tante vicende, Piombino restò come un'altra minuscola San Marino: e questo spiega come, seppure risentisse di Pisa, non appare proprio, anche per quel po' di arte che sia rimasto, terra Pisana.
Due passi da Piombino, FOLLONICA è, si voglia o no, terra Senese e voleva entrare nella provincia di Siena, staccandosi da Grosseto, ma non ce l'ha fatta.
Ma i senesi ci vanno lo stesso a fare i bagni, e Follonica sa industriarsi per rendersi sempre più sgradevole.
Già non possedeva grandi...
Agnone la patria delle campane
Agnone, anno 1753: la città delle campane conta ben dieci fonderie.
Oggi ne è rimasta solo una, la stessa che agli albori dell'anno mille fu la prima fabbrica di campane nel mondo.
Nel 1924 Pio XI concesse agli uomini della fonderia il permesso di “innalzare e imprimere lo stemma di sua Santità" e da allora è nota come la Pontificia Fonderia Marinelli.
Quindi da un millennio Marinelli si tramandano di padre in figlio l'arte di creare campane.
Luoghi narranti narrati e citati: Agnone - Pontificia Fonderia Marinelli
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Trasimeno misterioso
Nell'anno 217 a.C., il 24 giugno, i soldati del console Caio Flaminio Nepote avanzano incolonnati lungo l’unica via percorribile a ridosso della costa settentrionale del Lago Trasimeno.Sono le prime ore della mattina e i Romani si muovono del tutto ignari della tragedia che li travolgerà di lì a poco.
Rapidamente, con un'azione perfettamente concentrata, i cartaginesi di Annibale calano dalle colline sui nemici serrandoli in una morsa senza scampo.
L’imboscata miete fra i romani ben 15.000 vittime, ed è solo una fra le tante testimonianze storiche delle tormentate vicende che vedono protagonisti il lago Trasimeno e le sue popolazi...
A S. Antimo «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Sant'Antimo, presso Castelnuovo dell'Abate (Montalcino), si presenta in fondo ad una breve vallata e di contro a colline piuttosto ripide: le colline costituiscono come un grande astuccio, in cui la bellissima chiesa si colloca con l'articolata abside e il campanile, tutto in un grigio luminoso di travertino e di alabastro.
Scomparso il convento benedettino (l'insediamento primo era del IX secolo), ora solo la chiesa, con pochi altri testi del chiostro, sta saldamente come alla fonda di un golfo disseccato.
La campagna d’intorno ha la modestia e la bellezza della campagna toscana di collina, dove piove poco e i p...
Marsala un vino ricco di storia
Il gusto è inimitabile, per il caratteristico profumo di ginestra e mandorla, insaporito da piccolissime quantità di catrame, è un ideale vino da dessert e da meditazione, che può sopportare decenni l'invecchiamento.
È il Marsala, figlio di una terra oggi arida ma un tempo rigogliosa di foreste, ricca e produttiva, come Fenici, Greci, Romani e Arabi ci tramandano.
Luoghi narranti narrati e citati: Marsala - Vino Marsala - Strada del Vino Marsala - Cantine Florio - Museo del Vino Marsala - Grotta della Sibilla Lilibetana - Parco Archeologico Lilibeo - Rovine Fenicie di Mozia - Isola di San Pantal...
La piazza di Pienza «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Questa piazza modesta, assai più piccola di qualche grande chiostro monastico, ad esempio quello di Santa Maria degli Angeli a Roma o della Certosa di Pavia, è un luogo capitale per l'arte del Rinascimento, e il più antico insieme urbanistico della nuova architettura Fiorentina.
Voluta dal Papa umanista Pio II, che intese esaltare il suo luogo di nascita, l'antico castello di Corsignano, cambiandogli anche il nome; realizzata da un grande artista fiorentino, Bernardo Rossellino, attivo anche a Roma, dove forse, sotto Niccolò V, lo conobbe Enea Silvio Piccolomini; fu realizzata quasi completamente in tre anni, dal 1459 al 1462.
E se alcun...
Da Siena all’abbazia di S. Galgano «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
Questo itinerario, da Siena all'Abbazia di San Galgano, può farsi da due o tre strade, che sempre passano attraverso una campagna collinosa di coltivo e di boschi, una campagna non tipicamente senese, ma molto toscana, come ancora doveva essere la zona nel periodo medievale, che vide sorgere l’insediamento dei monaci di San Galgano, e questo ebbe un'importanza fondamentale per la storia dell'arte senese.
Noi passeremo da prima per l'itinerario che, dalla nuova strada che conduce a Grosseto, porta a Torri, un paesino che si è formato intorno ad un'antica abbazia vallombrosana, di cui resta quasi soltanto la chiesa e un ch...
Castel del Monte castello degli Hohenstaufen in Puglia (3a parte) - Ferdinand Gregorovius
FERDINAND GREGOROVIUS
Mi è già occorso di dire che Castel del Monte, dagli Angioini in poi, fece parte della contea di Andria.
Carlo I lo fece meglio fortificare che prima non fosse, e lo provvide di una guardia di trenta uomini.
Le opere di fortificazione saranno consistite in mura e i fossi, dei quali oggi è scomparso ogni prestigio.
Il castello venne posto in possesso dei Balzo, degli Aragonesi, dei Carafa.
Per lungo tempo ancora si mantenne in condizioni abitabili.
Da documenti ci viene fatto a prendere che il re Ferdinando I di Aragona, nell'anno 1459, allo...