Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta

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By: Giuseppe Cocco

PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

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Casale, piccola patria da difendere «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
#7
Yesterday at 5:24 PM

Un piccolo museo, che come la piccola opera della Divina Provvidenza, ma per ora è proprio al primo stadio, ed è piccolo come una mano, il museo di Casale Monferrato, che finora non ne aveva alcuno, e con un lascito qui e uno là, è stato organizzato dalla infaticabile dottoressa Noemi Gabrielli, nel palazzo Treville, che è un palazzo di un architetto sconosciuto, fuori che a Casale, e con un nome siciliano, e invece era proprio monferrino; Scapitta, si chiamava, ma davvero un precursore, che anticipa il rococò con una grazia e un'intelligenza senza pari.

Luoghi narranti narrati e citati: Casale...


Portigliola, 2 ottobre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#12
Yesterday at 4:58 PM

Quando viaggio mi succede più o meno quello che mi capitava a Mignon: mi interessa molto se si va verso Sud o verso Nord e la seconda eventualità provoca in me sempre una sensazione sgradevole. 
Oggi ho avvertito questa sensazione nei pressi di Capo Spartivento quando, superata la punta più meridionale d'Italia, ho ripreso la direzione del Nord e subito dopo dal trentasettesimo sono passato al trentottesimo parallelo.
Mi consola il fatto che qui non c'è molto da vedere e perciò è con un certo piacere che penso a Taranto che si trova più a nord.

Luoghi n...


Stupinigi «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
#6
Yesterday at 4:17 PM

Questo altissimo capolavoro dell'architettura del Settecento fu costruito da Filippo Juvara nel 1729-33 e rappresenta l'apice del grande architetto messinese.
Il quale, siciliano ma di formazione romana, sviluppò in questo straordinario castello un motivo spaziale che gli era congeniale, l'incrocio delle diagonali a croce di Sant'Andrea che avevano avuto la prima audace applicazione da Michelangelo nella Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore a Roma.
Lo Juvara era studioso di architettura antica e si fece, nei suoi anni romani, soprattutto al Borromini; ma nello Juvarra c'è un alito di classicità più che di classicismo, che tempera le audacie borrominiane in u...


Fondaco di Palizzi, 1 ottobre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#11
Yesterday at 11:44 AM

Stamani ho lasciato Reggio con un tempo bellissimo.
Per un momento sono stato titubante se andare o meno a Messina; ho preso però subito la decisione di rinunciare a questo piacere per non perdere le belle giornate che è lecito attendersi ora che è cessato il maltempo.
Al principio la strada è straordinariamente gradevole: aranceti e limoneti, vigneti, palme e, lungo la strada, una sequela ininterrotta di case con pergolati davanti all'uscio.
I monti ricoperti di vegetazione e dei profili pittoreschi si ergono a terrazze l'uno dietro l'altro.
Dall'altra parte si estende la Sicilia con i profili meno pittoreschi dell...


Bard «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
#5
Last Wednesday at 6:02 PM

Questo paesino di Bard, ai piedi di un picco veramente alpestre, immerso in un verde prepotente, e anche quasi immerso nella Dora che tumultuosamente scorre alla sua destra, è come il simbolo e lo stemma della Val d'Aosta, della sua natura come della sua storia. 
Da questa stretta passarono Cesare ed Augusto e su su tutti i grandi che con le armi o senza vennero in Italia; Napoleone che non riuscì a forzare il passaggio e audacemente lo scavalcò; Stendhal, presenza umana fra tutte, finché Cavour vi fu mandato quasi al confino, ufficiale del genio, per le sue idee troppo liber...


Reggio, 30 settembre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#10
Last Wednesday at 4:06 PM

A causa della forte pioggia e dello scirocco che infuriava con tanta violenza dovrò alla fine rinunciare a fare una puntata a Messina e appena torna il bel tempo ne approfitterò per rimettermi in marcia.
Tutti, infatti, mi dicono che col tempo cattivo il viaggio da qui a Taranto è, se si viaggia a piedi, pressoché impossibile perché allora i molti torrenti che vengono giù dai monti, sprovvisti come sono di ponti e di guadi, si ingrossano tanto che non è possibile attraversarli senza pericolo.
Se domani il cielo si schiarisce, mi accingerò a compiere quel viaggio che già in tanti mi...


Reggio, 29 settembre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#9
Last Tuesday at 6:11 PM

Stamani sarei voluto andare a Messina, ma sfortunatamente si è alzato un forte scirocco che ha messo il subbuglio tutto lo stretto provocando onde altissime per cui tutte le barche sono rimaste in spiaggia.
Che lo desideri o no, sono costretto a restare qui ad annoiarmi, poco o molto che sia.
Una descrizione di Reggio sarebbe in realtà superflua dal momento che tu conosci già la città.
Non avendo però niente di meglio da fare, farò qualche considerazione a riguardo.
In tutti i posti della Calabria dove sono stato non ho trovato traccia del terremoto del 1783 che devast...


Il complesso monumentale di S. Orso «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
#4
Last Tuesday at 4:18 PM

Un grosso pioppo contorto come una quercia e fronzuto ad un verde intenso che sembra perenne: accanto, un alto è massiccio campanile romanico, quasi lombardo, e poi la facciata della chiesa di Sant'Orso, con le sue cicatrici e l'alta ghimberga, questa guglia piemontese che dall'arco della porta arriva fino al culmine del tetto.
Già questi tre elementi, non dissociati, anzi legati, danno l'idea del nucleo organico che si incentrata su Sant’Orso.
Né basta, perché lì accanto c'è il priorato quattrocentesco d’un gotico fiorentino come una tovaglia ricamata.
Queste sono le cose che si vedono subito, ma ci sono po...


Reggio, 28 settembre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#8
Last Tuesday at 10:41 AM

Ora che ho percorso felicemente le 283 miglia napoletane che la colonna del Ponte della Maddalena indica come la distanza da Napoli a Reggio, ho portato a termine la prima parte della mia passeggiata. 
Potessi dire la stessa cosa per la seconda parte che mi fa stare tanto in ansia! Il tratto di costa che va da qui a Taranto deve essere, a quanto dicono, piuttosto difficile e inospitale anche se non dispongo di dati più precisi.

Luoghi narranti narrati e citati: Ponte della Maddalena - Napoli - Reggio (Calabria) - Taranto - Otranto - Brindisi...


Aosta romana e gli insediamenti preistorici «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
#3
Last Monday at 6:21 PM

Che Aosta sia romana risulta subito anche dal nome, Augusta, fondata nel 25 avanti Cristo, colonizzata da tremila pretoriani dedotti da Augusto. 
E c'è il suo arco grandioso e rurale come una pagnotta fatta in casa, e poi un ponte ad una sola arcata, la cinta completa della città quadrata, dove ancora si riconoscono il cardo e il decumano, le insule, le grandiose porte, il teatro, l'anfiteatro, e un criptoportico sterminato.

Luoghi narranti narrati e citati: Aosta

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Il vecchio e il nuovo nelle antiche città italiane «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
#2
Last Monday at 10:17 AM

Di tutte le arti la più difficile a comprendersi è l'architettura. 
E mi piace subito aggiungere che, questo giudizio, vuole essere assai più che una constatazione di fatto, ma quasi un enunciato di diritto, nel senso che la difficoltà di comprensione dell'architettura può venire in primo luogo desunta dalla incerta collocazione estetica che ha ricevuto finora; a prescindere, dunque, dalla indifferenza che, nei suoi riguardi, professano anche persone che risultano sensibilissime alla pittura e alla scultura.
Chi voglia allora, senza arrestarsi alla constatazione, d'altronde difficilmente ricusabile, di questa difficoltà di comprensione per l'architettura, scandagliare i motivi, dovrà finire per riconosc...


Palmi, 27 settembre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#7
05/24/2026

Una mia caratteristica peculiare forse doppiamente riprovevole per chi come me viaggia a piedi - non chiedere volentieri la strada preferendo cercarsela da solo - ha fatto sì che stamattina, dopo aver lasciato
Monteleone di buon’ora, mi perdessi già nei pressi della città senza poi riuscire più a orientarmi.
Sono andato avanti incespicando attraverso i campi arati da poco seguendo la direzione del mezzogiorno sino a quando alla fine non mi sono imbattuto in un paio di pastori che mi hanno indicato la strada giusta che era lì vicino. La strada attraversa una gola selvaggia erosa dalle acque c...


Piazze d’Italia «Terre d'Italia» di Cesare Brandi
#1
05/22/2026

Non è facile stabilire, sia pure grosso modo, quanto dell'antico foro si è entrato a far parte costitutiva della piazza italiana. 
Senza riandare al rapporto agorà-foro, che si svolge in un tempo troppo anteriore al costituirsi della piazza italiana, resta il fatto che nessuna delle piazze italiane, di quelle almeno che contano, coincide con l'appezzamento di un antico foro romano.
E Roma i segni, dove il foro fu campo vaccino e, in tal senso, non venne qualificato urbanisticamente neppure dalle varie chiese che sorsero ai suoi margini.
Il Campo Vaccino fu luogo quasi foraneo di fiera, non piazza, la q...


Monteleone, 26 settembre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#6
05/22/2026

Da questo momento la mia passeggiata comincia a farsi veramente interessante: paesaggi stupendi, città graziose e buone locande contrastano col carattere monotono e desolato della regione che ho attraversato finora. Monteleone poi è un posto così accogliente che non ho saputo resistere alla tentazione di fermarci un'intera giornata, anche se avrei potuto fare a meno tranquillamente di questa giornata di riposo.

Luoghi narranti narrati e citati: Monteleone (oggi Vibo Valentia) - Castello dj Monteleone - Nicastro - Amato - Vena (di Maida) - Maida - Golfo di Sant’Eufemia - Sant’Eufemia - Capo Zambrone - Capo Suvero...


L'immagine della Calabria nelle guide turistiche moderne «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
#40
05/20/2026

VERSO IL TURISMO DI MASSA

Se ora, all'epoca del turismo di massa, volessimo ricostruire, sulla scorta delle guide turistiche apparse in questi ultimi decenni, l'immagine della Calabria nei paesi di lingua tedesca, dovremmo prendere le mosse da alcune riflessioni di indole generale sulle trasformazioni avvenute nel campo dei trasporti e delle comunicazioni oltre che nella più generale organizzazione della vita sociale. 
Esse hanno stravolto itinerari e convenzioni secolari facendo emergere nuovi soggetti sociali del viaggio: dapprima la borghesia, poi, in questi ultimi quarant’anni, frange sempre più ampie di proletariato.
Se all'epoca del Grand Tour a viagg...


Nicastro, 26 settembre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#5
05/20/2026

Il giorno di riposo a Cosenza, come mi aspettavo, è stato abbastanza noioso, quantunque sia riuscito a mettere ordine nei miei appunti aggiungendo anche qualche annotazione; perciò mi ha fatto molto piacere poter proseguire il viaggio stamattina. 
La principale catena appenninica, che si supera nei pressi di Campo Tenese e che poi resta sempre sulla destra, si protrae dopo Cosenza di nuovo sulla sinistra, tanto che bisogna poi valicarla una seconda volta.
Essa è in questo punto, anche se selvaggia, abbastanza gradevole.
La strada però peggiora ed è percorribile solo a dorso di mulo; si sta però lavorando alacremente alla costruz...


Gerhard Rohlfs «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa
#39
05/19/2026

VERSO IL TURISMO DI MASSA

Nel primo Novecento non sono molti i resoconti di viaggio tedeschi riguardanti la Calabria. Gerhard Rohlfs, il linguista che a partire dal 1921 ha percorso in lungo e in largo la Calabria - vi sarebbe tornato per almeno altri 23 volte -, e che fra, tutti gli stranieri che si sono interessati a questa regione, più di ogni altro ha contribuito coi suoi lavori, i suoi “scavi linguistici”, lo studio appassionato delle stratificazioni storiche del dialetto, a ricostruirne l'identità etnica e culturale, non ha purtroppo lasciato, a quanto si risulta, niente di simile a un diario...


Cosenza, 23 settembre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#4
05/19/2026

Domani ho intenzione di fermarmi un giorno nel capoluogo degli antichi Bruzi e dell'attuale provincia della Calabria Citra nonostante la locanda in cui alloggio sia abbastanza misera. 
L'unica stanza passabile è stata occupata da due proprietari terrieri che si trovano qui per un processo.
Le altre due stanze sono prive di finestre: è sorprendente quanto siano poche le case che ne siano provviste.
La luce entra dalla porta o da un'apertura posta sopra di essa.
Se dopo una marcia di dieci giorni non avessi assolutamente bisogno di riposarmi un po' e non mi sembrasse opportuno mettere ordine nei mie...


Joseph Viktor Widmann «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa
#38
05/18/2026

VERSO IL TURISMO DI MASSA

Joseph Viktor Widmann, un letterato svizzero ai suoi tempi molto più noto di quanto non appaia dalle scarne pagine che gli dedicano oggi i manuali di storia letteraria, raggiunge l'Italia da Berna in treno nella primavera del 1903. 
Meta del viaggio è il Sud, la Calabria e la Puglia, dove intende trascorrere qualche settimana da turista.
Voglia di sole, dirà, ma anche desiderio di visitare la Magna Grecia, lo spingono ad un viaggio che l'età (Widmann ha da poco compiuto 61 anni), i prevedibili strapazzi, e la fama, anzi la «cattiva fama», di cui gode so...


Prima di Cosenza, 21 settembre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#3
05/18/2026

Ieri sera, di ritorno da una passeggiata per le strade di Castrovillari, ho trovato nella stanza della locanda che avevo già occupato al mio arrivo sei mulattieri.
Questi avevano sistemato per terra tutti i loro bagagli e in parte si erano già anche messi a dormire.
Faccio all'oste le mie rimostranze ricordandogli che ero arrivato per primo e che avevo già occupato la stanza.
Lui ribatte che me l'aveva assegnata a mio esclusivo uso personale solo nel caso non fossero sopraggiunti altri clienti, e che i mulattieri giunti un'ora prima erano suoi buoni amici e che non pot...


Woldemar Kaden «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa
#37
05/16/2026

LA CALABRIA DELL'OTTOCENTO: DA TERRA DI BRIGANTI A TERRA DI EMIGRANTI

Nel 1880 esce a Berlino presso l'editore Otto Janke il volume “Viaggio d'estate.
Un viaggio attraverso le contrade meridionali dell'Italia” di Woldemar Kaden.
Alla Calabria è dedicata l'ultima parte del volume.
Oltre a Morano e Castrovillari, Kaden visita la zona di Sibari e di Corigliano; si occupa della minoranza albanese riportando in traduzione alcuni canti nuziali.
In appendice l'autore offre un saggio sui differenti dialetti meridionali, oltre che sulla lingua albanese di Spezzano Albanese.
All'arrivo a Morano, nei pressi di un abbeveratoio, si imbatte in un...


Castrovillari, 20 settembre «Passeggiata per la Calabria» del 1828 di Justus Tommasini
#2
05/16/2026

Avevo trovato l'anticamera della Calabria, vale a dire la strada che da Eboli porta a Rotonda, selvaggia e deserta; alcuni punti mi avevano però ripagato con la loro bellezza delle tante zone di montagne brulle e per nulla pittoresche. 
Mi auguro che le cose non cambino, diversamente potrei cedere alla tentazione di maledire tutta la mia passeggiata.
A volte, infatti, t’imbatti in regioni che sono di una sgradevolezza davvero terrificante e che sono nello stesso tempo così desolate che per miglia e miglia non incontri anima viva.
Meno male che non ho tanta paura dei briganti, altri...


Gerhard vom Rath «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa
#36
05/15/2026

LA CALABRIA DELL'OTTOCENTO: DA TERRA DI BRIGANTI A TERRA DI EMIGRANTI

Gerhard vom Rath visita la Calabria nel 1871. 
Il suo resoconto di viaggio venne pubblicato nello stesso anno. Ricorrendo la forma del diario e utilizzando lettere scritte dalla Calabria, il vom Rath riferisce del viaggio che da Messina (raggiunta in nave da Napoli) lo condurrà a Sibari-Metaponto dopo aver visitato Reggio, la Costa Ionica, la Piana di Sant'Eufemia.
Il primo approccio con la regione è contrassegnato dal (consueto contrasto topico luce-ombra) luminosità ‘greca’ della Sicilia, oscurità ‘barbara’ della Calabria: «completamente scura mi apparve la Calabria offuscata da nuvoloni neri»...


Rotonda, 19 settembre «Passeggiata per la Calabria» di Justus Tommasini
#1
05/15/2026

A dire il vero oggi a Lagonegro avevo pensato di raggiungere il mare dalle parti di Policastro, l'antica Pixous, di cui dovrebbe essersi conservata qualche traccia. 
La distanza, però, sulle venti miglia, non era irrilevante; e poi avevo paura dei sentieri di montagna, orrendi, soprattutto da queste parti, dove, mancando una segnaletica, è facile perdersi.
Per questo motivo son venuto sin qui utilizzando la strada maestra dove almeno non ci si perde e ho rinunciato a visitare l'antica Pixous e tutta la costa sino al Golfo di Sant'Eufemia anche perché soprattutto quest'ultima sarebbe stato difficile farla entrare nel mio itin...


Marie Espérance von Schwartz «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
#35
05/14/2026

LA CALABRIA DELL'OTTOCENTO: DA TERRA DI BRIGANTI A TERRA DI EMIGRANTI

Il Grand Tour, coronamento dell'istruzione e dell'educazione del giovane aristocratico era rimasto precluso alle donne.Dal momento che lo scopo primario, se non esclusivo, della donna era quello di occuparsi della famiglia, e non di acquisire, attraverso un'esperienza personale della realtà, un senso di autonomia ed indipendenza, si guardava al viaggio come a qualcosa di addirittura «controproducente» ai fini della sua formazione. 
Una tale concezione del ruolo della donna incomincia a entrare in crisi negli anni della Rivoluzione francese; ma è solo nel corso dell'Ottocento che il proce...


Firenze [capitolo completo] «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
#30
05/14/2026

L'armida dell'Adriatico ci aveva trattenuto tra i suoi canali incantati oltre il termine previsto, e sebbene non fosse venuto alcun cavaliere Ubaldo a farci arrossire della nostra pigrizia, rivelando ai nostri occhi lo scudo di diamanti fatato, alla fine fummo costretti a rimetterci in viaggio dopo un breve soggiorno a Padova, la cui cupezza ci parve ancor più profonda uscendo dalla magica città del Canaletto, ci dirigemmo, attraverso la via più diretta, alla volta di Firenze, l'Atene d'Italia. 
Passando per Bologna, fummo alquanto rattristati di non poter visitare la Chiesa della Madonna di San Luca, edificio singolare, posto sul mont...


Firenze [parte 3a] «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
#29
05/14/2026

Il tipo fiorentino è sostanzialmente diverso dal lombardo e dal veneziano. 
Non si vedono più quei lineamenti puri e regolari, l'ovale un po' spesso, l'abbondante attaccatura del collo, la felice serenità della forma, la perfetta salute della bellezza, che vi colpiscono lungo le strade di Milano, dove - come acutamente nota Balzac - le figlie della portiera sembrano figlie della regina.
A Firenze non sarebbe capito quel magnifico epitaffio pagano, di non sappiamo più quale conte, che aveva sulla tomba solo queste parole: «fu bello e milanese».
La grazia voluttuosa e la gaiezza spiritosa dei veneziani sono assenti da qui...


Friedrich Heinzelmann «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa
#34
05/12/2026

LA CALABRIA DELL'OTTOCENTO: DA TERRA DI BRIGANTI A TERRA DI EMIGRANTI

Nel volume “Immagini di viaggio e schizzi dall'Italia, dalla Sicilia e della Sardegna”, apparsa a Lipsia nel 1852, troviamo alcune annotazioni riguardanti la Calabria che non si discostano però dall'immagine che già conosciamo.
Proveniente da Eboli Heinzelmann tocca i centri di Lagonegro, Lauria, Castelluccio, Campotenese, Morano, Tarsia, Cosenza, Soveria, Tiriolo, Catanzaro, Nicastro, Monteleone, da dove poi con un balcone prosegue per Messina.
A Napoli anche Heinzelmann viene sconsigliato di raggiungere da solo a piedi la Calabria, ma «non servì a nulla -scrive-; la mia decisione era presa e...


Firenze [parte 2a] «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
#28
05/12/2026

I Greci avevano un'espressione particolare per rendere con una sola parola il punto centrale e importante di un paese e di una città: ophtalmos (l'occhio). 
Non è infatti l'occhio che dà vita, intelligenza e significato alla fisionomia umana, che ne esprime il pensiero e seduce, con il suo luminoso magnetismo?
Trasferendo quest'idea dalla natura viva alla natura morta, con una metafora a vita eppure giusta, non vi è forse in ogni città un luogo che la riassume, in cui si snodano il movimento e la vita, dove i tratti distintivi del suo speciale carattere si precisano e si distinguono in maggio...


Justus Tommasini «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
#33
05/11/2026

LA CALABRIA DELL'OTTOCENTO: DA TERRA DI BRIGANTI A TERRA DI EMIGRANTI

Justus Tommasini parte da Napoli il 10 settembre del 1825 dopo la festa di Piedigrotta. Il 14 è a Salerno.
Visita poi la Riviera Amalfitana.Estasiato, ce ne lascia una descrizione piena di suggestioni. Il cielo è sereno, l'aria senza vento; il sole, già basso all'orizzonte tramonta dietro i monti tingendoli di rosso mentre il mare da purpureo diventa azzurro-cupo; prosegue poi per Paestum.
Il paesaggio diventa piatto, la vegetazione si dirada e i terreni coltivati si mescolano ai pascoli.
Man mano che si procede verso il Sud muta anc...


Firenze [parte 1a] «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
#27
05/10/2026

L'armida dell'Adriatico ci aveva trattenuto tra i suoi canali incantati oltre il termine previsto, e sebbene non fosse venuto alcun cavaliere Ubaldo a farci arrossire della nostra pigrizia, rivelando ai nostri occhi lo scudo di diamanti fatato, alla fine fummo costretti a rimetterci in viaggio dopo un breve soggiorno a Padova, la cui cupezza ci parve ancor più profonda uscendo dalla magica città del Canaletto, ci dirigemmo, attraverso la via più diretta, alla volta di Firenze, l'Atene d'Italia. 
Passando per Bologna, fummo alquanto rattristati di non poter visitare la Chiesa della Madonna di San Luca, edificio singolare, posto sul mont...


La Calabria dell''Ottocento: da terra di briganti a terra di emigranti «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
#32
05/08/2026

LA CALABRIA DELL'OTTOCENTO: DA TERRA DI BRIGANTI A TERRA DI EMIGRANTI

Alla fine del Settecento il viaggio in Calabria subisce un arresto.
L'attenzione che questa regione aveva suscitato in Europa col terremoto del 1783 cede ben presto il posto al disinteresse di sempre.
Questo stato di cose è ben sintetizzato nella considerazione già ricordata del francese Creuse de Lesser: «L'Europa finisce a Napoli, e vi finisce assai male. La Calabria, la Sicilia, tutto il resto, appartiene all'Africa».

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Ferrara e Bologna «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
#26
05/08/2026

Un omnibus ci porta in poche ore da Padova a Rovigo, dove si arriva di sera. 
In attesa dell'ora di cena, abbiamo girovagato per le vie della città, illuminate da un argenteo chiaro di luna che lasciava scorgere i profili dei monumenti; portici bassi, simili a quelli della vecchia Place-Royale a Parigi, si impongono lungo le strade, e con quella alternanza di chiaroscuri formano lunghi chiostri che, quella sera, richiamavano l'effetto scenografico dell'atto delle monache di “Robert le Diable”.
I vari passanti scivolavano via, silenziosi come ombre; qualche cane abbaiava in tono lamentevole alla luna, e la città pareva...


Johann Heinrich Bartels: Il terremoto del 1783 «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
#31
05/07/2026

UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

Al terremoto che tre anni prima aveva stravolto la Calabria Ultra è dedicata la decima epistola. 
Pur non tralasciando di fornire al lettore un'informazione il più possibile completa, dalle teorie sulla sismogenesi ai segni premonitori e alle credenze popolari, Bartels mostra di privilegiare altri aspetti quali le reazioni psicologiche delle vittime, l'organizzazione dei soccorsi, l'opera di recupero delle zone terremotate.
Le fonti di cui egli si serve sono molteplici e vanno dalle fonti scritte (quelle stesse cui attingono più o meno tutti i viaggiatori dell'epoca) alle fonti orali (informatori loca...


Padova «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
#25
05/07/2026

Ora, seppur la cosa ci costi, è necessario partire. Padova, la città di Ezzelino e di Angelo, ci chiama. 
Addio caro campo San Moisè, dove abbiamo trascorso ore così dolci, addio tramonti dietro la Salute, effetti di luna sul Canal Grande, addio belle fanciulle bionde ai giardini pubblici, allegre cene sotto i pampini di Quintavalle; addio belle arti e splendide pitture, palazzi romantici del medioevo e facciate greche del Palladio; addio colombi di San Marco, addio gabbiani della Laguna, bagni di mare sulla spiaggia del Lido; addio Venezia, e se è per sempre, addio! Come diceva lord Byron con il labbro sprezza...


Bartels: Culto dell'antichità classica e gusto del pittoresco «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
#30
05/06/2026

UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

Bartels ha una grande ammirazione per le attività classica e per le sue manifestazioni artistiche. 
Il suo ideale di bellezza si identifica con l'elegante semplicità dell'arte greca intesa come gusto della sobrietà e senso dell'armonia e funge anche la lente attraverso cui filtrare momenti ed immagini del quotidiano.

Luoghi narranti narrati e citati: Teatro di Taormina  - Teatro di Siracusa - Seminara

Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggiatori tedeschi in Calabria» https...


Johann Heinrich Bartels: Le idee politiche «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
#29
05/06/2026

UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

La visione politica di Bartels si ispira ai principi dell'assolutismo illuminato. 
Buon governante è colui che opera nell'interesse della comunità promuovendo riforme e avendo sempre di mira il bene dei sudditi.
Una delle spiegazioni più frequenti che il degrado della regione viene data dagli informatori locali - e Bartels la fa sua - è che al persistere di strutture feudali si affianca gli disinteresse colpevole del governo napoletano; e ciò non tanto per colpa del Re quanto per colpa dei suoi ministri e dei suoi funzionari che non lo informano sullo...


Dettagli sulle usanze veneziane «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
#24
05/06/2026

La stagione avanzava. Il nostro soggiorno a Venezia si era prolungato oltre i limiti prefissati dal nostro itinerario di viaggio. 
Rimandavamo la partenza di settimana in settimana, di giorno in giorno, e trovavamo sempre qualche buona ragione per rimanere. Invano, leggere nebbie cominciavano ad apparire al mattino sulla Laguna; invano, un improvviso acquazzone ci obbligava a ripararci sotto le arcate delle Procuratie o sotto il portico di una chiesa; invano, allorché passeggiavamo al chiaro di luna in Canal Grande, l'aria fresca della notte ci obbligava talvolta ad alzare il vetro della gondola e ad abbassare il drappo nero del fel...


Johann Heinrich Bartels: Il brigante «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
#28
05/05/2026

UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

Nell'immaginario del viaggiatore straniero il brigante occupa, in riferimento alla Calabria, un posto centrale, anzi il calabrese è il brigante per eccellenza.
Questo personaggio, quasi mai incontrato nella realtà, figura in vario modo in quasi tutte le relazioni di viaggio del tempo.
Ad iniziare questo filone è, come noto, il Brydone col quale la figura del brigante si tinge di un misto di spirito cavalleresco e di ferocia.
È così che ne riguardi del brigante si incomincia a provare, più che un senso di terrore, un senso di curiosità.


Johann Heinrich Bartels: La vita quotidiana «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
#27
05/05/2026

UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

Bartels è un osservatore attento delle manifestazioni della vita quotidiana in tutti i suoi aspetti. 
Intanto egli ha un'esatta percezione dell'organizzazione spaziale della vita sociale.
Già a Morano, il primo centro calabrese visitato, nota come, ad eccezione dei ceti superiori, la gente comune trascorre gran parte della giornata all'aperto, davanti all'uscio di casa o nei vicoli, le donne mature con un copricapo di seta, blu o rosso, alla maniera turca, le ragazze col capo scoperto.
Non mancano la notazione sulle consuetudini sociali, come la dote che una ragazza del...