Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta
PENISOLABELLA l'Italia raccontata da Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli, divulgatore geografico, storia e storie dei viaggiAutori del Grand Tour, per conoscere l'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
Barthold von Gadenstedt «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa
FRA EDEN E BARBARIE: LA CALABRIA FRA CINQUE E SEICENTO
Fra i primi tedeschi che toccano la Calabria e ne lasciano testimonianza scritta, figura Barthold von Gadenstedt che viaggia in Italia tra settembre del 1587 e l'agosto del 1589, con ritorno in Germania nella seconda metà di agosto del 1589.
Al momento della partenza ha 27 anni.
Primo di cinque fratelli il Gadenstedt aveva ricevuto una solida formazione umanistica.
Il viaggio in Italia l'avrebbe dovuto completare per meglio prepararlo ad una futura carriera diplomatica o nell'amministrazione dello Stato del senso del colto funzionario di impronta umanistica dell'epoca.
L...
Il Sempione, Domo d'Ossola, Lucino Zane da «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
Il villaggio di Simplon è composto da poche case ammassate sul bordo della strada, che trovano una fonte di discreto benessere nei viaggiatori di passaggio.
Ci fermammo a cenare in una locanda di posta abbastanza pulita. La sala da pranzo era rivestita da una carta da parati, dipinta a grisaille, raffigurante la conquista delle Indie da parte degli inglesi, che avrebbe potuto servire da illustrazione alla guerra del Nizam di Màry, per quel suo menage di lords e bramani, di ladies e bajadere, di calessi e palanchini, di cavalli ed elefanti, di peones mezzi gnudi e lacchè in livrea, di c...
Alle origini di uno stereotipo: Hieronymus Megiser e le sue fonti «Viaggiatori tedeschi in Calabria»
FRA EDEN E BARBARIE: LA CALABRIA FRA CINQUE E SEICENTO
«Questa magnifica provincia è fertile oltre misura. Non vi cresce, infatti, solo tutto ciò che serve alle necessità della vita, ma anche tutto ciò che serve al piacere e a superfluo. Tutti i monti le valli sono utili e non improduttivi. Vi cresce in grande abbondanza ogni tipo di frumento, vino e frutta, tutto della miglior qualità. Lo stesso dicasi per l'olio, il formaggio, lo zucchero, il miele, la cera, lo zafferano, il cotone, l'anice, il coriandolo in gran quantità, come pure per la resina, la pece, la trementina e lo st...
Il Lemano - Briga, le Montagne da «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
Ginevra ci aveva procurato tutti i piaceri che può offrire una domenica trascorsa in un paese protestante: una passeggiata sul lago, un meraviglioso tramonto sul Monte Bianco, diventato tutto rosa come la Sierra Nevada di Granada, vista di sera dal salon dell’Alameda, e un incantevole spettacolo forense sotto begli alberi e un cielo stellato.
Non ci restava altro che partire.
Dapprima avevamo voluto viaggiare con un vetturino, non fosse altro che per vedere se il vetturino della “Chasse au Chastre” fosse ugualmente scrupoloso; ma fortunatamente ci chiesero dei prezzi così esorbitanti, scambiandoci probabilmente per inglesi o principi russi, che...
Introduzione «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa
«Il loro carattere generale è quello dei servi degradati. Sono rozzi, queruli, di malafede, spergiuri, calunniatori. Naturalmente sono indocili, ostinati nelle loro idee, risentiti, rissosi e vendicativi» (Giuseppe Maria Galanti)
«I calabresi sono degli esseri umani come noi» (Johann Heinrich Bartels)
«La parola Calabria dice alla maggioranza cose assai vaghe, paese e gente difficile» scriveva nel 1931 Corrado Alvaro e nello stesso contesto lo scrittore calabrese ricordava come una sua padrona di casa berlinese mettesse insieme, confondendole, la Calabria con le Asturie, e non ci fosse verso di convincerla che le Asturie con la Calabria proprio non avevano nulla d...
Ginevra, Plein-Palais e l'Ercole acrobata da «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
Temiamo di avere impresso il primo passo sulla terra straniera con un atto pagano - una libagione al sole nascente!
L'Italia cattolica, che sa così ben accordarsi con gli dei greci e romani, potrà perdonarci; ma l'austera Ginevra ci giudicherà, forse, un po' libertini.
Una bottiglia di vino da Arbois, acquistata passando per Poligny, graziosa città ai piedi della parete del Giura, che bisognava valicare per uscire dalla Francia, fu da noi bevuta al primo raggio di sole: Phoebo nascenti!
Quel raggio che ci aveva improvvisamente svelato, sotto le ultime cime tondeggianti della montagna, il lago Lemano, chia...
Presentazione da «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa
Si dice, ma non so quanto ci sia di vero, che in ogni tedesco, tacitamente alberghi un sentimento più o meno palese, cioè un inesprimibile amore per l'Italia, nutrito di suggestioni classiche, unitamente al desiderio di visitarla e conoscerla: si pensi alla goethiana evocazione del «bel suol, ove il cedro fiorisce», in cui è certo presente anche il mito della «solarità mediterranea».
È, mutatis mutandis, lo stesso impulso che, all'epoca del Barocco, muoveva i francesi e gli inglesi colti al «Grand Tour».
Ma, mentre in quei viaggiatori, a prevalere era spesso la nota mondana, nei tedeschi - si pensi, ancora una volta...
Saluto a Boemondo da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
LA CAPITANATA
Come si arriva là davanti, e sembra un cofanetto d'avorio, si penserebbe piuttosto alla cappella privata o alla tomba di una possente gentildonna sul tipo di Galla Placidia o a un marabutto arabo, mai ricettacolo del più straordinario o personaggio della Prima Crociata, a quel colosso di nome e di fatto che fu Boemondo, il figlio di Roberto Guiscardo.
Orlando fra i Paladini, e, nella Prima Crociata, Goffredo di Buglione e Tancredi, sono riusciti a sopravvivere per merito della poesia.
A Boemondo che, al suo tempo, fu di tutti il più famoso, non è toccata ugual...
La Foresta Umbra da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
LA CAPITANATA
Fu Elisa a pretendere la gita a dorso di somaro.
A me, quelle colline impenetrabili di verde come una pelliccia d'inverno, bastava guardarle anche dalla riva, che, in quanto a spettacolo, sembravano a momenti una sponda del Bosforo.
Ma Elisa aveva voglia del sole che scende come il semolino dal fogliame fitto degli alberi, dell'odore dell'umido che esala dalla Terra in ombra, come se raccontasse un segreto, ed il puzzo della pelle dell'asino.
Fu categorica soprattutto sull'ultimo.In realtà gli asini si rivelarono muli, anzi due muli e un cavallo, avevano dei conducenti gi...
Rodi Garganico da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
LA CAPITANATA
Da quando ero stato a Rodi, l'isola dell'Egeo, la Rodi Garganica aveva rappresentato per me una impuntatura.
Mi infastidiva che, se mi toccasse inviare un telegramma o una raccomandata, la signorina dovesse sempre fare la saccente: "Egeo o Gargano?”.
Pure se c'era scritto a stampatello, non lo vedeva mai alla prima prima.
Andiamoci, dunque, a questa Rodi che sta a sedere dietro il Gargano, su uno scalino come a chiedere l'elemosina.
Così l’immaginavo, appetto allo splendore miceneo e infuocato della vera Rodi, il “verde pascolo cinto dal mare" di Pindaro.
Ma c'era...
Monte Sant'angelo da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
LA CAPITANATA
Dire che, sulle prime, tanto atteso i desiderato, Monte Sant'Angelo mi entusiasmasse, sarebbe una bugia.
La "celeste" Basilica, così si chiama dal cielo, in cui risiede l'Arcangelo, non dal colore, anche se il terreno rappresentante dell'Arcangelo, il sorprendente Monsignor P., ha fatto di tutto per metterci un grigio che pende al celeste in quell'orrido corpo di fabbrica che ha voluto addossare alla Basilica.
E ce l'ha addossato per amore e per curare gli interessi del Santo, che è ancora molto visitato.
Ma poi la gente non sa dove andare.
Allora il nostro Monsignore glie...
Prologo - Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800
La materia della presente ricerca provoca in chi è calabrese, ma anche italiano, un coinvolgimento emotivo che, quasi di necessità, induce a qualche considerazione finale.
Ritengo innanzitutto che forse soltanto qualche disperato emigrante, nella certezza di non rivederla più, abbia amato la mia terra come George Gissing di Londra.
In più di un intero secolo, non si sarà trovato un sindaco di qualsiasi estrazione ideologica che abbia pensato di dedicargli un pezzo di marmo o il nome di una via per ricambiare tanto spontaneo affetto tributato alla Calabria da uno dei più illustri artisti della letteratura più diffusa dell'Ottocento, l'ingles...
George Gissing - Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800
Occupa una posizione assolutamente preminente, tra quanti viaggiatori inglesi visitarono la Calabria nel ‘700 e ‘800, George Gissing.
Questo possente artista ha scritto cose definitive sulle città che ha visitato.
Già abbiamo accennato alle sue visite a Crotone, a Paola, a Cosenza; già l'abbiamo visto alle prese con albergatori e con la malaria.
Ma ora, poiché è, per altro, l'ultimo che il limite della ricerca implica, l'ultimo ma non meno importante, c'è da riferire con ordine, incominciando dalla Sua vita, non molto lunga, ma bastevole da sola a dar corpo ad un travolgente romanzo.
Era nato a Wakefield il 22 novembre 1...
Verso il Gargano da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
LA CAPITANATA
Al momento della partenza, l'automobile non intese di muoversi.
Non potei non pensare alla iettatura.
Con quanti viaggi ho fatto in Puglia, questa esplorazione del Gargano s’era vista sempre bruciata all'ultimo momento: o non avanzava più tempo, o pioveva.
Questa volta era la benzina che non passava.
L'autista incaponito, punto sul vivo come fosse stata colpa sua, nazzicava febbrilmente all'ingiù.Io facevo i cento passi col mio collega, fingendo un'indifferenza che mi rendeva anche più nervoso.
I cento passi furono presto mille, duemila: gli argomenti in comune, rivoltati da tutte le par...
Federigo a Lucera da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
LA CAPITANATA
Prima che Federico II scoprisse Lucera, non si trattava che di un borgo insignificante.
Ma a Federico non poteva sfuggire il vantaggio strategico che offriva quella propaggine del Gargano, a cui si arrivava pienamente dalla parte di Foggia ma che dagli altri tre lati era inaccessibile.
E di lassù che vista.
Appunto sembra impossibile, arrivando senza salire da Foggia, che vi sia un tale repentino sbalzo, uno scalino: e, sotto, il piano, fino alle montagne del Molise.
Ma chi ci arrivasse senza sapere com'è nata, Lucera, non capirebbe nulla di questa strana for...
Foggia da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
LA CAPITANATA
Potete pure dire che Foggia non ha nulla, se non la cattedrale, e l'arco, unico avanzo del palazzo di Federico II.
È vero, e non ha null'altro, e si trova in mezzo a una piana ondulata, che è verde di primavera e poi gialla quando la primavera, altrove, non è ancora estate, e finalmente rimane arsa, bruciata, accecante fino alla nuova semenza. Non si sa allora da dove venga, a Foggia, questo senso d'attesa che comunica, come una stazione di frontiera.
O forse il mare che non è lontano, e, pur senza che si veda, si subodora, si pres...
Edward Lear - Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800
Nella prefazione all'edizione originale del «Diario di un viaggio a piedi (25 luglio-5 settembre 1847), Edward Lear motivava la ragione dell'opera con l'idea di colmare una lacuna lasciata dai viaggiatori inglesi in Calabria nel '700 e ‘800 per poter definire completamente un vero libro-guida.
Definisce "accurato interessante il viaggio di Keppel Craven; sottolinea che mister Swinburn limita le sue osservazioni principalmente alle coste della Calabria; nota che la strada da Ovest, vicino al mare, è stata trattata in maniera "divertente" da Arthur Strutt; e stabilisce che "certi villaggi in questa parte più a sud del bellissimo Regno di Napoli sono rimasti inesplorati dagli ingles...
La Trinità di Venosa da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
IL VULTURE
Ora mi toccava Venosa.
Di tutti i poeti latini quello che più avevo amato, a scuola e dopo scuola, era stato Orazio: poi lentamente, dalle limpide acque del Lago d'Averno è tornato verso di me Virgilio; e non mi abbandonerà più.
Ma Orazio resta fra i miei genitori, fra i miei lari: è il più grande letterato che sia mai esistito.
E in fondo tutta la prosa francese, la spiritualità francese, la misura francese nascono da Orazio come il pulcino dall'uovo.
In italia ha fruttato meno: ed è stato un peccato. Un po' più di Ovidio e...
Il campanile di Melfi da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
IL VULTURE
Il giro del Vulture è prima di tutto un incantamento di nomi: questo Melfi, posto com'è fra Amalfi e Menfi, ha un periodo di oscillazione che corre dall'Egitto alla costiera Amalfitana.
Niente di tutto questo è Melfi, anche se dovette essere una sede piccola però quasi regale.
Melfi è una minuta città, ora, che i terremoti hanno tante volte falciato, sì che le sue case sono come l'erba di un prato stanco: piccole, modeste, acciaccate.
Ciò che contrasta con la natura vigorosissima in cui Melfi si asside.
Pensate la costa più bella del Vulture, com’è bella la supi...
Il Duomo di Acerenza da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
IL VULTURE
Vi sono dei luoghi che sono anche più remoti del posto dove si trovano, colpiti, si direbbe, da quello stesso fatto che decretò il sotterramento di città e paesi, che in questo caso non maturò del tutto, rimanendo il luogo come seppellito nella memoria.
Tale è Acerenza, il cui nome è di un essenza antica, la cui postura, e proprio perché costituisce un Acropoli, è più antica della sua antichità. Il fascino che sprigionava per me, era il fascino, appunto, di un'antichità perduta in se stessa, e così presto perduta, che il busto di Giuliano l'Apostata era diventato San Canio, ri...
Arthur John Strutt - Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800
John Strutt nato nell'Essex il 12 giugno 1819, per chi si occupi di vicende del pensiero umano è un caso dei più affascinanti.
Un uomo, un artista, uno scrittore sotto una spessa coltre d'oblio durato circa un secolo.In questo vuoto, l'artiglio della sua fama.S'è persa ogni traccia dei suoi skechers ispirati in Calabria da una folla di tipi, da secolari costumi e abitudini, da luoghi, da cose e da paesaggi che mossero matite e pennelli dell'artista durante la sua lunga attività, e, in particolare, nel corso di un movimentato e, a un certo momento, drammatico viaggio a piedi, che, da Alban...
Gravina e Altamura da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
IN CERCA DELLE CRIPTE BASILIANE
La mattina dopo toccavamo le cripte più lontane.
Seguì la ricerca della cripta di San Vito Vecchio, e questa era data come rinchiusa in un orto e che vi si accedesse dall'alto.
Un bambino fu messo a farci da guida, e questo consumava la prima colazione, una bella fetta di pane con i semi di pomodoro sopra: e si dice semi, perché non c'era molto di più.
Il bambino si chiamava Michele, aggrediva lentamente la fetta con i suoi denti forti, come, invece di essere pane, fosse un animale.
Era f...
Gravina da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
IN CERCA DELLE CRIPTE BASILIANE
La ricerca delle cripte basiliane doveva avere un secondo turno: mi restava una specie di sciavero della Puglia, a contatto con la Basilicata.
E capitò che era la fine di giugno: dunque l’estate. In genere preferisco sempre farmi portare più vicino possibile dal treno, se c'è il treno.Ma qui era il caso di girare in automobile: il viaggio cominciò da Salerno.
Da quella parte la Campania si intromette a poco a poco nella Lucania: non c'è rarefazione improvvisa, magra e disarmante spelatura, come passare dal tarantino a Matera.
Anzi tut...
Richard Keppel Craven - Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800
Richard Keppel Craven, barone inglese, dopo aver viaggiato per l'Europa, soggiornò a lungo a Napoli, assieme alla madre, la marchesa Elisabetta Berkeley, che, nel 1819, ottenne da Ferdinando I, Re di Napoli, la concessione di un ampio terreno vicino a Posillipo per la costruzione della “Villa Craven”.
Caduto un muro, la restaurazione del regno dei Borboni aveva spazzato via tutti i "lumi" della fine del ‘700 e tutte le attese dell’intelligenza critica, sicché rimaneva ora a disposizione di vincitori e vinti il sole di Napoli che attirava e ne condizionava l'esistenza.
Lord William Hamilton, rimasto alla corte borbonica per trentasei a...
Matera da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
IN CERCA DELLE CRIPTE BASILIANE
Sembra, a volte, che le divisioni regionali dipendono solo da vicissitudini politiche, e che, insomma, non ci sia nessuna ragione vera perché la Toscana si arresti al Paglia, e la Puglia non comprenda, come una volta anche Matera.
Invece non è illusione che di qua dal Paglia la natura sia diversa, e il ruvido e dorato tufo del Lazio, torreggiante, appaia già a Proceno e più ad Acquapendente.
Di là, invece, stanno i calvi ulivi delle creste che circondano l'Amiata appunto.
Ora, andando verso Matera, appena la strada comincia ad alzarsi, cominc...
Brian Hill - Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800
Brian Hill, inglese, cappellano di Level, risalì la Calabria da Reggio verso Napoli in dieci giorni in compagnia del fratello, Sir Richard, del nipote e di due domestici.
L'itinerario del suo viaggio, descritto analiticamente in forma epistolare, venne pubblicato con il titolo "Observations and Remarks in a journey thoug Sicily and Calabria in the year 1791" tradotte in lingua italiana con il titolo “Curiosità di un viaggio in Calabria e in Sicilia nel 1791”.
Conviene cogliere Hill a Messina proprio quando sta per lasciarla. I messinesi decisamente non gli erano piaciuti: «Fra le classi più agiate non c’è felicità familiare, nessuna ospi...
Mottola da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
IN CERCA DELLE CRIPTE BASILIANE
Nel pomeriggio fu la volta di Mottola.
Ma depositammo la nostra guida, e, tanto ormai la guardia a bordo ci si aveva, subito, appena Mottola, ne cerca un'altra.
Per queste guardie era un'occasione insperata nell'uniformità giornaliera: senza farsi pregare quella subito venne.
E, Mottola, su un'altura che non è un'altura, ma per le puglie lo diventa: e si vede di lassù uno dei paesi più armoniosi che vi siano, con il fondo il mare.
Luoghi narranti narrati e citati: Mottola - Grotta di San Nicola
Se...
Massafra da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
IN CERCA DELLE CRIPTE BASILIANE
Perché poi andasse a Massafra, erano le cripte bizantine.
Uno scopo si vuole, per muoversi, e questo delle cripte era stato inesauribile.
Subito si acquistava una vicenda, abbozzava una commedia dell'arte.
Il primo personaggio era la guardia civica.
Il secondo, un ferocissimo cane da pastori.
Il terzo ero io: con una lampadina e un libro, dove si Leggevano tante cose e non se ne ritrovava mai neppure la metà.
Ma, a Massafra, c'era più del doppio.
No certo di pitture, ridotte anzi agli estremi, coi gomiti di f...
Henry Swinburne - Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800
Henry Swinburne nacque nel 1743, secondogenito del baronetto Northumberland.
Studiò a York, e dopo un breve periodo passato in seminario, completò la propria educazione a Bordeaux, a Parigi e all'Accademia Reale di Torino.
All'età di vent'anni, morto il fratello maggiore, ereditò il titolo il patrimonio di famiglia, abbastanza sostanzioso da consentirgli di appagare senza grossi sacrifici la passione per i viaggi trasmessagli dal padre.
Dopo aver pagato per quattro anni in Francia e in Italia, sposò nel 1767 Marta Baker, una giovane inglese conosciuta a Parigi che gli diede 10 figli. Nel 1774 si recò in Spagna e trasse un esteso resoco...
Inverno a Taranto da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
VERSO IL SALENTO
Se in Puglia l'autunno è una primavera più umile, l'inverno diviene un autunno rinsecchito.
Plana sull'autunno una luce senza corpo, imbeve l'aria come un profumo di erbe secche, un profumo che non si sa di dove viene.
E continua, quella luce, sempre più lieve, nell'inverno: ma allora le nuvole scendono come il fumo di un caminetto che fa fumo: senza divenire nebbia, si abbassano, strisciavano sulle chiome appallottolate degli ulivi come se si grattassero.
Stanno lì, scomode, timide, obese; e ogni tanto scaricano acqua oppure arrivano ventate insonni, temibili, che scattano dall'Epiro, da quei...
Prefazione - Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800
La Calabria fu teatro nei secoli passati di vicende che, per la logica in uso oggi e senza rigorosa attenzione critica, possono sembrare a volte oscure a volte contraddittorie. Intanto non ha mai avuto, né cercato, dignità di unità territoriale!
Né avrebbe potuto, visto che ogni sua contrada non intenderà mai rinnegare i caratteri peculiari di coloro che si sono avvicendati, man mano nei secoli, nell'abitarla.
Nonostante tutto ciò, è riuscita egualmente a guadagnarsi sul campo, per la sua gente, la caratterizzazione univoca di «umanità particolare».
Ci sono molti che le hanno pianto addosso; altri ne hanno esaltato le innegabil...
Castro inedito da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
VERSO IL SALENTO
Ora io dirò di Castro, come se Castro fosse un luogo famoso: e invece nessuno lo conosce.
A parte gli abitanti, siamo davvero pochi ad essere arrivati su quel punto quasi estremo della costa, a cavaliere fra Santa Maria di Leuca e Santa Cesarea.
Di qua e di là la falcatura della costa è perfetta: non si scova nella carta geografica, e forse è appena un po' più grande di Piazza San Pietro, ma sembra vastissima e forbita, di poco meno arquata della prima fase della luna.
E alla luna richiama non già perché il paes...
Padova e fine del viaggio da «Il mio viaggio in Italia - Pentecoste 1912» di Walter Benjamin
Il mattino successivo arrivammo di buon ora in stazione, bevemmo dell'altro caffè e chiesi alcune informazioni ad un ferroviere circa alcuni supplementi di cui avevamo bisogno per il tratto tra Venezia e Padova.
Nel nostro vagone sedeva una deliziosa coppietta in viaggio di nozze nei cui confronti mi mostrai gentile e discreto guardando per tutto il tempo fuori dal finestrino.
Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - Padova - Università di Padova - Monumento al Gattamelata
Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Il m...
Parte il treno per Venezia da «Il mio viaggio in Italia - Pentecoste 1912» di Walter Benjamin
I miei ricordi veneziani sono molto più lacunosi a causa della grande mole e della specificità di impressioni che, giorno dopo giorno, assumevano differenti contorni.
Da un molo che dà su una sterminata superficie acquea, interrotta unicamente da palizzate ed argini, parte il treno per Venezia.
Ci fu detto di salire in fretta per raggiungere il battello.
Simon e Katz sono già saliti, ma io vengo trattenuto perché devo cambiare della valuta. Il vaporetto parte nonostante le mie ripetute sbracciate e per di più non riesco a comprendere le loro grida.
Attendo la barca successiva e penso...
A Vicenza da «Il mio viaggio in Italia - Pentecoste 1912» di Walter Benjamin
A Vicenza c'è una piazza impolverata, assolata è piena di verde ed al limitare della piazza una strada piena di ghiaia ed una panchina.
Prendiamo posto e Simon appronta il solito pranzo consistente in un panino con burro e acciughe, pane e salame e bon-bon.
A parte noi sul prato c'è un ragazzino seminudo dalla cintola il suo che flette continuamente le gambe: questo è il suo unico movimento!
Altri ragazzini gli fanno cenno e questi alla fine si alza.
Giocano ad arrampicarsi sugli alberi; mangiano le bucce dei salami che abbiamo gettato sull'erba; io mi accendo una sigar...
Gallipoli da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
VERSO IL SALENTO
Per chi non lo sapesse, Gallipoli, con la sua fonte a due facce, l'una greca, l'altra rinascimentale, è come una fortezza ridotta a giardino d'infanzia su un mare tenero, basso, trasparente.
Torno torno i bastioni la cingono con falcature varie, e sopra c'è la strada, una bellissima passeggiata pensile.
Taranto vecchia è qualcosa di simile, ma Gallipoli, più grande, più amena, più luminosa, sembra quasi galleggiare sulle acque.
Così la vidi, la prima volta, e mi incantò, e poi tante altre volte, perché sempre, se si viene nel Salento, si finisce per farci una corsa: nos...
I tendoni da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
VERSO IL SALENTO
L'autunno che fuggiva sul litorale pugliese e nel Salento, dovevo ritrovarlo poco dopo, in una punta fino a Gioia del Colle, a Turi, a Conversano.Dove le viti sono tenute, come si direbbe in Toscana a pergola, e qui invece si chiaman “tendoni”: tappeti di pampani, a non finire, tesi a mezza altezza da fili di zinco coi picchetti a terra, giusto come i tiranti di una tenda da campo, donde il nome.
Luoghi narranti narrati e citati: Gioia del Colle - Turi - Conversano - Castel del Monte - Chiesetta di S...
A Verona da «Il mio viaggio in Italia - Pentecoste 1912» di Walter Benjamin
A Verona decidemmo improvvisamente di scendere alla prima stazioncina.
Ci troviamo in una piazza vasta ma abbastanza spopolata.
Per strada solo alcuni sfaccendati e noi abbiamo la consueta «rogna» di mandarli via.
Dopo aver riflettuto per qualche istante - il baedeker non ci fu di grande aiuto - Simon decise di proseguire con un domestico di albergo, un ragazzino di circa 16 anni.
Katz ed io rimanemmo in attesa e dopo qualche minuto erano di ritorno: l'albergo era stato scelto!
Attraverso Porta Nuova scorgiamo un corso molto largo e scarsamente ombreggiato dai scarsi e variopinti edifici sit...
Milano non saluta gli stranieri in italiano «Il mio viaggio in Italia - Pentecoste 1912» W. Benjamin
Milano saluta gli stranieri non in italiano, ma in modo transeuropeo.
Con ogni mezzo riporta loro alla coscienza l'idea del sensazionale: questa è la prima città italiana che si incontra ed anche la più grande.
L'invadenza dei domestici d'albergo oltrepassa ogni limite di aspettativa e la notiamo in modo particolare.
Guidati da Simón depositiamo i bagagli all'ingresso principale e consultiamo la cartina.
Luoghi narranti narrati e citati: Milano - Camposanto (Cimitero Monumentale) - Piazza Duomo - Duomo - Teatro alla Scala - Accademia di Brera - Ultima Cena di Leonardo (Museo del Cenacolo Vincia...
Lecce gentile da «Pellegrino di Puglia» di Cesare Brandi
VERSO IL SALENTO
Forse voi saprete che la Firenze del Barocco - come la chiamò il Gregorovius - è una città gentile, d'alfabile parlata, patria di un barocchetto che la fa simile a una città spagnola.
E forse non sapete altro.
Né immaginate che Lecce vale San Gimignano o Pienza: a parte che non ha pittura.
Questa, della scarsezza della pittura, è l'unica vera lacuna artistica della Puglia.
Ci vorrebbe, in città così timbrate, un pittore volante come il Tiepolo, o quantomeno uno di quei fertili napoletani, un Solimena, un De Mura: e c’è appena Oronzo Tiso, a Lec...